Il Conero

Il roccioso promontorio del Conero rompe l’omogeneità della linea costiera adriatica e assume un alto valore naturalistico. Le spiagge del Conero sono quelle tipiche della costa alta: raggiungibili da panoramici sentieri (detti “stradelli”), sono separate le une dalle altre da tratti di costa in cui le rocce si immergono direttamente nel mare. Il Monte Conero, con la sua caratteristica figura, dà vita a una riviera unica in Italia, che comprende ogni tipo di balneazione: costa alta, spiagge di sabbia, roccia e renella, bagnate da un mare limpido e placido. Questa riviera prende il nome di Riviera del Conero, un luogo in cui storia e natura si incontrano nella tradizione. Un’esperienza tutta da vivere, respirando a pieni polmoni nella macchia meditterranea del Parco Del Conero oppure gustando i sapori tipici dell’Adriatico.

Il Monte Conero

Il Monte Coneroph. Giorgio Minguzzi

Il Monte Conero è un monte che, pur affacciandosi solitario sul mare, fa parte dell’Appennino umbro-marchigiano. Tecnicamente il Monte Conero non è un monte a tutti gli effetti, raggiungendo un’altezza di soli 572 metri sul livello del mare, ma negli anni lo è diventato di diritto, essendo chiamato Il Monte di Ancona, o, per gli anconetani, semplicemente il Monte.

Costituisce il più importante promontorio italiano dell’Adriatico assieme a quello del Gargano ed ha le rupi marittime più alte di tutta la costa orientale italiana. – Wikipedia

Non si può non pensare a un monte, infatti, quando, percorrendo l’A14, si inizia a scorgere la sua maestosa figura che ricorda quella di un’enorme balena. A chi arriva dal mare, invece, il Conero appare ancora più grandioso con le sue rupi marittime che si tuffano nell’Adriatico. Negli anni, il Monte Conero è diventato il simbolo di Ancona e un fedele compagno che veglia sui comuni limitrofi, salvaguardandoli dalle correnti atmosfetiche provenienti dai Balcani.

Conero col cappello, Ancona con l’ombrello – detto comune nell’anconetano

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Le Origini

Rigurdo alle origini del nome non c’è certezza. Secondo una prima ipotesi il nome “Conero” deriverebbe dal greco κόμαρος (kòmaros), cioè “corbezzolo”, albero tipico della macchia mediterranea molto presente nella vegetazione del monte. Così, il Monte Conero sarebbe il “monte di corbezzoli”. Un altro possibile etimo, più romantico ma meno accreditato, è quello che risulta dall’unione delle parole kyma (onda) e oròs (montagna), che conferirebbe al Conero il titolo di “monte delle onde”. Infine, un’ultima interpretazione lo vorrebbe far derivare dal latino cumerum, un tipo di vaso la cui forma ricorderebbe il profilo del monte. Nell’età romana, si passò dal latino Cumaris a Cunarus, famoso condottiero del Quattrocento, per arrivare al termine Cònaro nel ‘200 e infine Cònero nel XIII secolo con i Camaldonesi.

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La Riviera del Conero

Riviera del Coneroph. Giorgio Minguzzi

Il Monte Conero, con la sua caratteristica forma, si staglia sulla costa bassa che parte da Trieste e arriva fino al Gargano, andando a creare una zona di costa alta e rocciosa, caratterizzata dalla presenza di baie e insenature tutte da scoprire: la Riviera del Conero. Con il nome di Riviera del Conero, infatti, si indica precisamente il tratto di costa che del porto di Ancona arriva fino a Numana.
I comuni che fanno parte della Riviera del Conero sono quattro: Ancona, Sirolo, Numana e Camerano. Ognuno di questi comuni, compreso Camerano che pure non si affaccia sul Mare, ha dei luoghi caratteristici e panoramici, nonché spiagge rinomate in tutta Italia e mete ogni anno di turisti italiani e stranieri. Queste spiagge sono caratterizzate da ciottoli bianchi, insenature nascoste, grotte marine, baie inaspettate, e sentieri che, passando attraverso folti boschi, si aprono improvvisamente sul mare. Le spiagge più conosciute e accessibili della Riviera del Conero sono, ad Ancona, Il Passetto, la spiaggia del Trave, Mezzavalle, Portonovo, e la spiaggia della Vela. A Sirolo, invece, si possono trovare la spiaggia dei Gabbiani, la spiaggia delle Due Sorelle, Sassi Neri, San Michele e spiaggia Urbani; mentre le principali spiagge nella zona di Numana sono la spiaggiola di Numana, la spiaggia dei Frati, la spiaggia di Numana bassa e Marcelli.

Molta parte della Riviera del Conero è caratterizzata da un paesaggio collinare sontuoso, la stessa Ancona si sviluppa su cinque colli. Per questo motivo non sono pochi i punti panoramici da cui poter godere di una romantica veduta sulla natura e sul Mare Adriatico. Provate a visitare, ad esempio, il Duomo di Ancona, il faro vecchio, il Passetto, oppure il belvedere di Portonovo, il Piano di Stiano al Poggio, i punti di belvedere nord e sud del Monte Conero, o ancora i Prati di Raggetti, il Passo del Lupo a Sirolo, o infine il pincio di Numana.

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Flora e Fauna

Lavandaph. Stefano Chiarelli

Sul Monte Conero e parte della sua Riviera si estende il Parco Regionale del Conero. È vasto 5800 ettari ed è caratterizzato da una fauna e flora che comprendono diverse specie animali e piante tipiche della macchia mediterranea. Camminando per i sentieri che lo attraversano non è raro imbattersi in tassi, scoiattoli, faine, fagiani e volpi. Mentre le piante più diffuse sono il corbezzolo, la ginestra, il pino d’Aleppo, il leccio, il ginepro rosso e il pistacchio selvatico. Sono tante anche le specie di uccelli che sorvolano le pendici del Monte, motivo per cui questo è un luogo molto conosciuto per gli amanti del birdwatching.

Le sue pendici orientali sul mare sono costituite da falesie calcaree e nella parte restante è dominato da vaste formazioni mediterranee e boschi misti. Originatosi a seguito di una lunga azione di sedimentazione marina iniziata nel Giurassico, il Monte Conero è emerso nel Pliocene, cinque milioni di anni fa. – Dal sito ufficiale del Parco del Conero

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Misteri e leggende

Grotteph. Carlo Guarnieri

Sono molte le leggende che abitano il Monte Conero e che riguardano quasi tutte le particolarità naturalistiche della zona, dal mare alle molte grotte sotterranee nascoste sotto il Monte. Pare, infatti, che al suo interno, il Conero sia cavo. Di sicuro, molti dei paesi che sorgono alle sue pendici (Osimo, Varano, Camerano, il Poggio) sono ricchi di grotte e ipogei naturali e artificiali. Molto famose sono, ad esempio, le Grotte di Camerano.

La Grotta degli Schiavi è conosciuta per essere stata il deposito di schiavi per i pirati che navigavano nell’Adriatico. Pare che i lamenti di questi schiavi si potessero sentire anche a grande distanza. Tra questi schiavi solo una fu ingrado di liberarsi, si trattava di una principessa veneta che per il troppo piangere finì per sciogliersi lei stessa. Da quel momento, si formò una sorgente d’acqua tutt’ora esistente che, uscendo dal monte, arriva fino al mare.

Il Lago Profondo è un lago che si trova nella Baia di Portonovo. Sembra che questo lago nel passato fosse collegato a un fiume chiamato il Budello del Profondo, che, passando attraverso il Monte arrivava fino a Porto Recanati. Era proprio in questo lago che una setta segreta che usava riunirsi dalle parti di Portonovo gettava i cadaveri dei nobili che rivendicavano il diritto di praticare lo ius primae noctis anche dopo la sua abolizione.

Nella zona di Camerano si trova un cammino sotterraneo che ha suscitato molte leggende negli anni. La più macabra vuole che, percorrendo questo cammino fino in fondo, ci si possa trovare di fronte a un altare al centro di una stanza spaziosa: il Buco del Diavolo o Buco della Paura. Sopra a questo altare si potrebbero trovare una chioccia d’oro con attorno docici pulcini. Tornare indietro a quel punto sarebbe impossibile, a meno che, chi si sia trovato al cospetto della chioccia non sia in grado di scoprire il vero nome del Demonio e di sciverlo sulla roccia con il proprio sangue.

Si può giungere alla Grotta del Mortarolo attraverso un semplice sentiero del Parco. Ma attenzione, sembra che all’interno della grotta ci siano, appoggiati a terra, una serie di sassi posizionati in modo tale da raffigurare la sagoma di un uomo sdraiato. Spostarli è inutile: in poco tempo questi sassi tornerebbero a formare la stessa figura originale.

Si narra che in prossimità della spiaggia delle Due Sorelle si trovasse una sirena che, con la sua voce, attirava i marinai di passaggio all’interno della Grotta degli Schiavi, per farli imprigionare da un demone marino. Successivamente, il demone venne trasformato in pietra per punizione e diviso in due, dando vita ai due caratteristici faraglioni che prendono il nome, appunto, di Due Sorelle.

All’interno del Monte Conero, poi, pare che si possano trovare numerosi tesori. Uno di questi si troverebbe all’interno delle Grotte Romane, ma pare che sia custodito dalle anime dei cavapietre morti in quel luogo. Un altro tesoro pare si trovi a Pian Grande, all’intero del Parco. Un tesoro di grande valore e molto ben nascosto: per trovarlo non si dovrebbe far altro che, i primi giorni di maggio, uscire tutti i giorni in mare aperto all’alba e guardare verso il Monte. Ad un certo punto, potremmo vedere un raggio di luce abbagliante che dà fuoco a un cespuglio sul Monte. In quel punto esatto la roccia comincerà a brillare, indicando il luogo di sepoltura del famoso tesoro.

Prendendo la strada verso Portonovo si può scorgere sul mare il lungo scoglio del Trave, che affiora appena sull’acqua a partire dalla scogliera, per circa un chilometro. Pare che questo scoglio un tempo arrivasse fino all’altra sponda del Mar Adriatico, l’attuale Croazia, come un lungo ponte che unisse le due popolazioni in segno di fratellanza. Sarebbero stati poi il vento, l’acqua e le intemprie a eroderlo e a lasciarlo mutilato.

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I sentieri

Sentieriph. Paolo Trabattoni

Il Monte Conero è un luogo in cui è possibile rilassarsi facendosi cullare dalle onde del mare, oppure entrare in contatto con la natura attraverso lunghe camminate, gite in bicicletta o a cavallo, immersi nella rigogliosa vegetazione mediterranea del Parco del Conero. Sono ben diciotto i sentieri che si snodano all’interno del Parco del Conero, tutti immersi nella natura del luogo ricca di ginestre, pini, lecci, corbezzoli e campi di lavanda. Molti di questi sentieri scendono lungo la scogliera per arrivare fino al mare, dove è possibile scoprire baie incantevoli e nascoste, ancora incontaminate, o grotte abitate da pescatori e gente del luogo. Tutti i sentieri sono segnalati e sono percorribili seguendo una carta per escursionisti o con l’assistenza di guide esperte del Parco.

Traversata del Conero

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 4h

Delle Due Sorelle / Passo del Lupo

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Difficile
Tempo: 5h

Dei Sassi Neri

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1.30h

Della Spiaggia di San Michele

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1h

Di San Lorenzo

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1.30h

Dello stradone di Sant’Andrea

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1.30h

Delle Grotte Romane

a piedi
Livello: Medio
Tempo: 2.15h

Del Sentiero Gigli

a piedi
Livello: Facile
Tempo: 1h

Anello di Portonovo

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1.15h

Del Trave

a piedi
Livello: Facile
Tempo: 1h

Della Sardella

a piedi
Livello: Medio
Tempo: 1.30h

Della Vedova

a piedi
Livello: Facile
Tempo: 1h

Della Scalaccia

a piedi
Livello: Facile
Tempo: 1.30h

Della Fonte di Capo d’Acqua

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile/Medio
Tempo: 1h

Anello della Pecorara

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Medio
Tempo: 3.30h

Del Betelico

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Medio
Tempo: 1.45h

Del Boranico

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 1.15h

Anello della Gradina

a piedi/mountain bike/cavallo
Livello: Facile
Tempo: 2.30ha

(Da conero.it)

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